Migliora il tasso dei carrelli abbandonati come ha fatto questo negozio di moda italiano, aumentando il ROI del 16%

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Nella storia di successo di oggi vorremmo raccontarti del grande traguardo raggiunto da un altro dei nostri clienti, Claudia e il suo negozio online di moda Made in Italy, grazie all’utilizzo di una serie automatica di messaggi per i carrelli abbandonati.

Perché? Per evidenziare ancora una volta la versatilità, la potenzialità e i benefici che le automazioni possono apportare alla tua azienda in termini di risparmio di tempo ma sopratutto di maggiori guadagni.
Come anticipato, oggi ci concentreremo su un’automazione in particolare ovvero quella per i carrelli abbandonati.

Prima di passare a raccontare il successo che Claudia è riuscita ad ottenere e come ci è riuscita, vediamo un attimo alcuni dei principali vantaggi di questo tipo di automazione.

I vantaggi che una serie di messaggi automatizzata per i carrelli abbandonati può apportare al tuo brand

 

 

Probabilmente, se hai un negozio online, avrai già sentito parlare dei carrelli abbandonati, nel caso in cui invece tu sia alle prime armi con questo tipo di strumento non ti preoccupare perché inizieremo dalle basi
I carrelli abbandonati funzionano così: l’utente arriva nel tuo negozio online, trova qualcosa che gli piace, mette il prodotto (o i prodotti) nel carrello, ma poi (prima o durante il processo d’acquisto) abbandona il carrello e non effettua l’acquisto.

Le statistiche mostrano che circa il 75 % delle persone abbandona il carrello prima di concludere l’acquisto, sono molte vero?
In parole povere vuol dire che dei quattro visitatori del tuo sito web che mettono dei prodotti nel carrello, solo uno di loro concluderà il processo d’acquisto, quindi ordinando e pagando il prodotto (o prodotti).
E gli altri tre? Nella maggior parte dei casi non faranno proprio niente – raramente tornano di propria volontà ed effettuano l’acquisto.

Se vuoi scoprirne di più sulle automazioni per i carrelli abbandonati ti consigliamo di leggere il nostro articolo:

Strategie email creative per diminuire il tasso dei carrelli abbandonati. Scopri quello che la tua concorrenza non ha ancora scoperto

I carrelli abbandonati fanno e faranno sempre parte del commercio online, ma, con le giuste misure, è possibile diminuire significatamene la loro percentuale e aumentare così le tue entrate.

Con una serie automatica per i carrelli abbandonati invece c’è la speranza di riuscire a recuperare se non tutti almeno una parte di coloro che se pur hanno aggiunto un prodotto al loro carrello non hanno mai portato a termine l’acquisto.
Per i messaggi che riguardano i carrelli abbandonati infatti il tasso di apertura raggiunge il 45 % contro il 15% dei messaggi normali. Non male!

Detto questo andiamo a scoprire alcuni dei vantaggi portati da una serie di messaggi per il recupero dei carrelli abbandonati:

• Ti permettono di recuperare parte delle vendite incomplete aumentando così i ricavi. Le ricerche mostrano che in media ogni email per il recupero dei carrelli abbandonati ha un ritorno di 6,68€.

Esempio pratico:

Ipotizziamo che la tua azienda venda prodotti di elettronica e al giorno venda all’incirca 100 paia di auricolari. Con un 68% di carrelli abbandonati, il tuo negozio perderebbe approssimativamente 200 vendite al giorno.

Immaginiamo che con la tua azione di retention, effettuata tramite una serie di messaggi automatici per i carrelli abbandonati, riesci a recuperare il 9% di queste 200 vendite: se ogni ordine avesse un valore medio di € 8,99, ricaveremmo € 161,82 extra al giorno; il che si tradurrebbe in € 4.854,6 al mese e nella considerevole cifra di €58.255,2 all’anno. Non è poi poco!

• Sono omni canale
• Sono automatizzati
• Sono puntuali
• Sono personalizzati
• Aggiungono valore.

Sei in cerca di ispirazione per i tuoi messaggi per il recupero dei carrelli abbandonati?

Non perderti il nostro articolo:

Esempi di messaggi per diminuire il tasso di abbandono dei carrelli che puoi utilizzare subito

Oggi ci dedichiamo alla pratica, vedremo insieme i migliori esempi di messaggi per diminuire il tasso di abbandono dei carrelli preparati da alcuni tra i brand più famosi.

Alcuni retroscena su questo cliente

Il cliente di cui vogliamo parlarti oggi è un Marchio della Moda Made in Italy di cui però, nell’interesse della privacy, abbiamo deciso di non condividere il nome o il sito Web.
Quello che possiamo dirti tuttavia è che la loro passione per la moda è nata nel lontano 1945. Attivi in questo settore ormai da oltre 75 anni, attraverso il loro negozio online vendono i loro capi di abbigliamento in tutta Europa oltre ad avere 34 punti vendita.

Negli ultimi anni, grazie all’intervento di Claudia che ormai è l’ottava generazione a dirigere la crescita di questo brand, il loro mercato ha conosciuto una forte espansione soprattutto grazie all’ultima collezione dalle stampe accese, vivaci e moderne.

Nonostante il successo ottenuto dalla nuova collezione e i punti vendita sempre pieni, Claudia ha realizzato che il potenziale del loro negozio online non veniva sfruttato a pieno. Perché? Perché non tutti i clienti che si recavano sul suo negozio online terminavano l’acquisto, purtroppo!
Infatti ben il 68% delle persone lasciava il negozio online abbandonando i prodotti nel carrello.

E cosa ancora peggiore per questo 68% di clienti non veniva effettuata alcun tipo di retention. Non veniva inviato nessun messaggio email, a parte quello inviato automaticamente dalla piattaforma del negozio online dopo 10 ore, per ricordare loro dell’acquisto iniziato ma mai completato. Un vero peccato!

Ovviamente non è realistico pensare di poter recuperare tutti i clienti che non hanno completato l’acquisto, ma sicuramente con la strategia giusta sarebbe stato possibile recuperare almeno una parte di questi ordini e quindi di profitti che altrimenti andranno persi.

Il potenziale per fare fruttare al meglio questo 68% di acquisti incompleti era altissimo e per fortuna Claudia non ha tardato a capirlo e intravedendo un’ottima opportunità da non perdere per espandere ulteriormente il suo brand e ovviamente i profitti.

Nel ridisegnare la strategia per cercare di recuperare gli ordini abbandonati, Claudia ha deciso di iniziare proprio dalle automazioni… creando la prima serie automatica di messaggi per i carrelli abbandonati.

Perché una serie per i carrelli abbandonati automatizzata?

Anche questa volta la risposta sembra quasi scontata, vero? Una volta creata ed impostata la serie automatica per i carrelli abbandonati il gioco è fatto! Gestirla? Questo non richiederà moltissime attenzioni o sforzo.

Con un giro d’affari in continua crescita le cose da fare e a cui prestare attenzione non finiscono mai, una mano in più fa sempre comodo! Per questo motivo, un processo automatizzato in grado di prendersi cura dei clienti per così dire “indecisi” ha semplificato moltissimo il lavoro di retention per questo brand.

L’obbiettivo di Claudia adesso era ottenere rapidamente una vittoria anche con il negozio online, cercando di recuperare quanti più ordini incompleti possibili. E quando si parla di ordini non conclusi, una serie automatica di email per il recupero dei carrelli abbandonati è la prima automazione che viene in mente, non è così?

Immergiamoci nei dettagli di questa storia di successo …

È ora di andare a sbirciare i retroscena di questa storia di successo e studiare nei dettagli la strategia che ha portato Claudia e il suo negozio online ad ottenere un ROI in crescita del 16%.

Dopotutto, è per questo che sei ancora qui giusto? 🙂

Messaggio automatico numero 1:

Il primo messaggio della serie automatica, inviato dopo un’ora dalla creazione del carrello abbandonato, si concentrava sul fatto che le scorte dell’articolo selezionato erano limitate ed in esaurimento.
Claudia non ha avuto timore nel mettere un po’ di pressione al cliente inserendo chiare espressioni di urgenza nel messaggio. Ha aggiunto frasi del tipo: “il tuo articolo si sta esaurendo velocemente!” oppure “Non aspettare”; questo tipo di affermazioni creano quello che nel settore viene chiamata “fear of missing out” (FOMO) ovvero paura di perdere l’occasione. Mentre con la chiamata all’azione (CTA) “Acquista ora!” ha spinto il cliente a completare l’acquisto.

Messaggio automatico numero 2:

Con il secondo messaggio della serie, inviato il giorno dopo la creazione del carrello abbandonato, continua il tema FOMO, ribadendo nell’oggetto del messaggio che l’articolo è in esaurimento.

È molto interessante che in questo secondo messaggio Claudia abbia deciso di inserire due CTA: “Check out” e “Continua lo shopping”.

Perché questa doppia chiamata all’azione? In realtà è una scelta strategica molto interessante ed intelligente.

Con ben due diverse chiamate all’azione ha instaurato nel cliente la sensazione di potere ovvero di scelta, dandogli la sensazione che se decidesse di acquistare è perché è stata solo ed esclusivamente una sua decisione: se avesse dei ripensamenti su quel particolare prodotto invece, può continuare a fare acquisti.

Messaggio automatico numero 3:

Il messaggio numero 3, l’ultimo di questa serie di messaggi automatici, inviato dopo 3 giorni dalla creazione del carrello abbandonato, ha un tono leggermente diverso. Anche se l’urgenza è ancora presente (“Acquistalo prima che lo faccia qualcun altro!”), nel messaggio c’è anche un aspetto legato al servizio clienti.

In questo messaggio fa leva sull’attenzione che ripongono nel rapporto con la clientela, ricordando loro che “abbiamo salvato l’ultimo articolo disponibile solo per te!” Dato che ogni capo della collezione è un capo così detto “limited edition”, ovvero disponibile solo in numero limitato e chi è loro cliente questo lo sa benissimo, il messaggio è perfettamente attuale e ha un impatto molto forte sul lettore.

Per concludere…

Grazie alla semplicità del processo d’acquisto Claudia è stata in grado di costruire una base di destinatari solida per le sue newsletter, mentre grazie alle automazioni per il recupero dei carrelli abbandonati è stata in grado di generare un aumento del 16% delle loro entrate che altrimenti, quasi sicuramente, sarebbero andate perse. Non male vero?

Possiamo dire che l’ automazione per il recupero dei carrelli abbandonati si è dimostrato uno strumento efficace per aumentare il valore medio della vita del cliente per il negozio!

Cosa rimane da fare?

Sicuramente dobbiamo chiederci se stiamo sfruttando a pieno il potenziale del nostro negozio online e se stiamo facendo tutto il possibile per cercare di recuperare quei clienti che “si dimenticano” di completare l’acquisto. Quindi, cosa stai aspettando?

 

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