Come evitare le »black lists« con la pulizia della tua mailing list

Se stai usando una vecchia mailing list oppure una acquistata, non stai sprecando solamente tempo e denaro, ma puoi anche seriamente danneggiare il tuo marchio aziendale. Con l’email marketing è infatti cruciale, che la banca dati sia pulita ed attuale – scopri come!

 

Cosa devi sapere?

Gli Internet Service Providers (ISP), i programmi Anti-SPAM e altre aziende, che si prendono cura della sicurezza di servizi email, verificano con precisione, cosa rappresenta per loro una campagna di email marketing valida ed appropriata e cosa no. Annotano infatti i rimbalzi dei messaggi inviati, segnalazioni spam e richieste per la cancellazione dalla posta da un determinato mittente. Un alto tasso di queste metriche può condurre al piazzamento temporaneo sulle »black lists« del mittenti, che inviano i messaggi spam. Questo di solito accade per colpa degli indirizzi invalidi o abbandonati.

 

Cosa sono le »black lists«?

Le liste nere (»black lists«) sono le liste pubblicamente accessibili, sulle quali si potrebbe trovare il numero IP del tuo server di posta oppure del server di posta del tuo fornitore della piattaforma di email marketing. Queste liste sono verificate dai server di posta dei destinatari quando ricevono un messaggio. Se l’indirizzo IP si trova su una delle »black lists« o no, si può facilmente verificare su MxToolbox.

Oltre alle »Black lists«, ogni indirizzo IP, dal quale si inviano i messaggi, ha anche il proprio voto di credibilità. Il servizio, che si prende cura di questo, si chiama SenderScore. I valori, che superano il 90 vanno bene, se invece il valore è minore, può causare dei problemi. Qui potete vedere come esempio i risultati di SenderScore per SqualloMail:

senderscore data for squalomail

I domini possono essere sulle liste nere?

Si, anche il tuo dominio può essere riportato sulle liste nere – ad esempio SpamHaus DBL. Il più delle volte però si usa il voto del livello di credibilità.

 

Cos’è la pulizia della mailing list?

La pulizia della mailing list ossia la verifica degli indirizzi email significa, che il fornitore di questi servizi verifica per te, se la tua banca dati contiene gli indirizzi email invalidi. Di solito queste aziende comunicano solamente a quali indirizzi saranno più probabilmente consegnate le tue email (la precisione dei risultati dipende molto dal fornitore e non arriva mai al 100 %). Solitamente non rimuovono gli indirizzi invalidi al tuo posto, quindi bisogna farlo a mano.

 

Quando ha senso fare la pulizia della mailing list?

Nel caso la tua banca dati sia stata acquistata, la pulizia non ha senso, perché:

  1. Legalmente non hai il permesso d’invio. Esistono delle eccezioni (come le basi pubbliche e il marketing indiretto), ma in generale è vietato.
  2. Nella banca dati ci sono i così detti spamtrap. Questi creano molti problemi e sono per questo motivo completamente inaccettabili per tutte le piattaforme di email marketing.

Se invece hai un database vecchio, la pulizia ha senso.

Ti consigliamo di non acquistare mai la tua mailing list!

spongebob says they dont-buy-it

Si può usare la piattaforma di email marketing per la pulizia della mailing list?

In quanto la pulizia della tua mailing list è necessaria, scegli un fornitore appropriato. La tua piattaforma di email marketing, come per esempio SqualoMail, non può essere usata a questo scopo.

Gli Email Service Providers (ESP) hanno l’obbligo di stabilire i limiti sul qual è il tasso permesso delle segnalazioni spam, rimbalzi e così via e possono sospendere il tuo account se questo tasso viene superato, perché devono mantenere la loro reputazione. Devono permetterti però, di seguire con l’aiuto della statistica la qualità della tua banca dati per ogni campagna di email marketing.

Prova gratuitamente SqualoMail

 

Quale provider scegliere?

Di fornitori c’è ne sono tanti e le differenze tra loro possono essere grandi. A questo punto non le citeremo, però ti consigliamo di provare a cercare su Google »email list cleaning«. Di certo bisogna ricordare però, che la pulizia ha senso solamente nel caso, che si tratti di una vecchia banca dati, negli altri casi invece no.