6 parametri chiave che devi misurare per ogni newsletter

Ogni volta che invii le newsletter devi misurare anche la loro efficacia o non potrai prendere le decisioni giuste per migliorare la tua strategia di marketing. Di seguito ti presentiamo i 6 parametri chiave che devi misurare per ogni newsletter.

 

1. Grado di messaggi aperti (Open Rate)

Il grado di messaggi aperti indica la percentuale delle newsletter aperte rispetto a quelle consegnate. Si misura in percentuale, il grado del valore dipende principalmente dalla riconoscibilità del mittente e dall’intriganza e rilevanza del titolo della newsletter.

Se il destinatario non riconosce subito il mittente del messaggio e vede nella sua casella di posta solo «info» o «vendita», esiste la possibilità che ignori il messaggio o lo segnali addirittura come SPAM.

La chiave è il titolo. Sono poche parole che influenzano la decisione se la newsletter verrà aperta o meno, perciò presta molta attenzione a quello che scrivi nel titolo del messaggio. Deve essere intrigante e riuscire a stimolare nel destinatario l’interesse per il contenuto.

Ti consigliamo di indicare chiaramente il nome dell’azienda o il del marchio di fabbrica nel contenuto della newsletter – una buona prima impressione è anche un’opportunità di aumentare la tua riconoscibilità e instaurare con il destinatario una relazione basata sulla fiducia.

Le due domande chiave – cosa è bene e cosa è male. Dalle nostre esperienze possiamo concludere che:

  1. L’Open rate dipende molto dal tipo di newsletter inviata – le newsletter che, ad esempio, promuovono unicamente prodotti hanno un tasso di apertura inferiore rispetto a una newsletter che, per esempio, contiene articoli di una rivista.
  2. Tutto ciò che è sotto il 10% viene considerato insoddisfacente – se questo è il tuo caso rifletti seriamente sulla qualità del tuo database e sulla rilevanza del contenuto per i destinatari.
  3. Tutto ciò che è sopra il 30% è ottimo – se ci sei riuscito, congratulazioni!
  4. La media è intorno al 20% – per migliorare leggi nuovamente il punto 1.

 

2. Click sui collegamenti (Click-Through Rate)

I click sui collegamenti indicano la percentuale dei click sui collegamenti rispetto ai messaggi aperti.

La chiamata all’azione è l’ingrediente chiave di ogni newsletter preparata con cura. Il suo compito è invitare i lettori alla collaborazione e stimolarli e motivarli a raggiungere lo scopo per il quale la newsletter è stata inviata.

Più è convincente la newsletter più aumentano le conversioni finali.

Assicurati che il contenuto della newsletter contenga le risposte ai problemi dei tuoi destinatari, scegli con cura le parole e fa attenzione che la chiamata all’azione principale sia chiaramente visibile e posizionata nella parte superiore del messaggio, i collegamenti devono essere funzionanti e reattivi.

Ti consigliamo anche di adattare attentamente il messaggio ai tuoi gruppi target, che devono essere segmentati con cura in base alle loro caratteristiche, interessi, desideri e abitudini d’acquisto precedenti.

Nella prassi, dalle nostre esperienze possiamo concludere che:

  1. Il numero dei click sui collegamenti dipende molto da cosa promuove la newsletter.
  2. Bisogna separare il collegamento “principale” dai collegamenti “secondari”. Quello principale (o più di uno), è quello presentato come parte centrale della newsletter.
  3. Se il numero dei click sul collegamento “principale” è sotto l’1%, la situazione è pessima.
  4. Tutto quello che va oltre il 5% è ottimo.

Testo: blog.automizy.com

 

3. Cancellazioni dalla lista dei destinatari

Le cancellazioni indicano il numero dei destinatari che si sono cancellati dalla tua lista. Così come il grado delle newsletter aperte anche le cancellazioni sono un buon indicatore di riconoscibilità e interesse per la tua azienda e il marchio di fabbrica.

Ragioni comuni per cui un destinatario non vuole più ricevere le tue newsletter:

  • Scarso contenuto: non abbastanza interessante, rilevante e adattato al gruppo target.
  • Messaggi troppo frequenti: in senso giuridico e nel rispetto della privacy è essenziale dare al destinatario la possibilità di una cancellazione semplice, veloce e trasparente.

Un consiglio – non dimenticarti di fare una buona impressione – forse i destinatari non desiderano più ricevere le tue newsletter, ma questo non significa che non visiteranno più il tuo negozio o il tuo sito web.

Quante cancellazioni su una newsletter inviata sono ammissibili pima di chiederci, dove abbiamo sbagliato? In base alle nostre esperienze il 2%.

4. Newsletter inoltrate

Le newsletter inoltrate indicano quante volte il messaggio è stato inoltrato. A questo proposito ti consigliamo di inserire dei collegamenti nella newsletter che permettano al destinatario di inoltrare il messaggio o condividerlo con i membri della sua famiglia, amici e colleghi sui social media, come Facebook, Twitter, Instagram o LinkedIn aumentando l’effetto virale di questo web media.

5. Deliverability dei messaggi (Bounce Rate)

La deliverability dei messaggi indica la percentuale delle newsletter inviate che sono state recapitate con successo.

Possono esserci varie ragioni del perché i messaggi non vengono recapitati:

  • ostacoli tecnici, errori o guasti,
  • indirizzo email scritto erroneamente o inventato,
  • cambio di lavoro,
  • cambio del fornitore di servizi (ISP – internet service provider),
  • cancellazione o abbandono dell’account email.

In caso di messaggi non consegnati il mittente riceve un rapporto che spiega che la posta non è stata consegnata. Questi rapporti servono come base per la cura e l’aggiornamento della lista dei destinatari.

I rimbalzi e le newsletter non consegnate consentono di valutare la qualità della lista, perciò è importante raccogliere con attenzione e pazienza i destinatari dei tuoi messaggi email con indirizzi attivi ed esistenti.

Creare un buon database di destinatari e continuare a prendersene cura è di vitale importanza per un alto grado di deliverability e per il successo delle tue newsletter.

Ogni fornitore di servizi di email marketing (ESP – email service provider) deve avere un sistema per l’elaborazione dei messaggi di sistema sulla deliverability. SqualoMail naturalmente ce l’ha, registra accuratamente e separa i messaggi come “Sono in vacanza” e “La casella di posta è piena” da quelli più sistematici e da errori irreparabili come per esempio “L’indirizzo non esiste”.

Per il bene del database il “bounce rate” non deve superare il 0,5%.

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6. Conversioni con l’aiuto di Google Analytics

Google Analytics consente di misurare le conversioni che indicano se il destinatario ha realizzato lo scopo/l’obiettivo della newsletter inviata. Questo può essere un acquisto online, visita a un sito web o un sondaggio compilato online.

Offre anche un confronto tra i costi e la realizzazione del reddito dell’email marketing, il che rappresenta per l’azienda una delle statistiche più importanti e rilevanti (ROI).

Connetti l’email marketing con il tuo Google Analytics account tramite i codici UTM. SqualoMail lo fa per te automaticamente, perciò non hai bisogno di fare nulla a riguardo.